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Svelati i principali fattori di rischio non-genetici per il tumore mammario. Il tumore mammario è provocato da fattori diversi che includono sia quelli ambientali che genetici. Sono però sopratutto i fattori ambientali ad esserne causa visto che i fattori genetici infatti incidono solo per il 5-10% nelle diagnosi di cancro al seno.

Oggi un nuovo studio, condotto da ricercatori del Silent Spring Institute (Newton, Stati Uniti) svela quali sono i principali composti chimici responsabili del restante 90% delle diagnosi di cancro al seno e da cui, proprio per questo motivo, le donne dovrebbero tenersi il più possibile alla larga. La rivista Environmental Health Perspectives ha pubblicato lo studio e la lista di 17 sostanze che inducono il tumore fornendo, per la prima volta, una mappa che guida sulla strada della prevenzione.

Le sostanze in questione sono 

  • l’1,3-butadiene (presente nella benzina e nei gas di scarico dei veicoli, nel fumo di tabacco e in quello di alcuni oli per la cottura)
  • l’acrilammide (presente nel cibo cotto, nel fumo di tabacco, nei prodotti collaterali dei trattamenti dell’acqua e in alcuni prodotti al consumo)
  • le ammine aromatiche TDA e il TDI (presenti, tra l’altro anche in alcune protesi per il seno e nelle tinture per capelli) e quelle che sono utilizzate per produrre vernici, inchiostri per la stampa nell’industria alimentare e negli schermi a cristalli liquidi
  • il benzene (benzina, scarichi dei veicoli, fumo del tabacco, solventi),
  • i solventi organici come il cloruro di metilene (utilizzato per lavare a secco, negli scioglimacchia, nelle colle e negli sgrassanti, nei prodotti per rimuovere le vernici, nei gas in aerosol spray e che a volte contaminano l’acqua potabile)
  • l’ossido di etilene e di propilene (fumo di tabacco, processi di sterilizzazione alimentare e medicale, gas di scarico dei veicoli, vernici)
  • le sostanze ignifughe e i prodotti della loro degradazione
  • le ammine eterocicliche che si formano durante la cottura della carne alla griglia, gli ormoni e gli interferenti endocrini
  • l’MX utilizzato per disinfettare l’acqua
  • gli idrocarburi policiclici aromatici nitrati (nitro-IPA, presenti nei fumi di scarico dei diesel)
  • l’ocratossina A (micotossina che si può trovare nei cereali, nelle noci, nella carne di maiale e in presenza di muffe)
  • gli idrocarburi policiclici aromatici (gas di scarico, fumo di tabacco, cibo bruciato)
  • l’acido perfluoroottanoico (il famigerato PFOA, presente nei rivestimenti impermeabili all’acqua e al grasso e antimacchia
  • diversi farmaci di tipo non-ormonale (inclusi medicinali acquistabili senza ricetta medica e farmaci ad uso veterinario)
  • lo stirene (materiali in polistirene – inclusi imballaggi per cibo – aria condizionata, fumo di sigaretta)

I ricercatori sono arrivati a definire questa lista partendo da una lista larga di sostanze, 216, associate allo sviluppo di tumori alla mammella nei roditori. Da queste ne sono state selezionate circa un centinaio alle quale le donne sono più esposte e la cui cancerogenicità per l’uomo era già stata confermata da studi accettati dalla comunità scientifica. Valutando le ricerche in cui sono stati misurati i livelli di queste sostanze o dei loro metaboliti nel sangue, nelle urine o in altri campioni biologici umani gli scienziati hanno infine determinato il metodo migliore per valutare l’esposizione a queste sostanze cancerogene.

“Queste informazioni guideranno gli sforzi per ridurre l’esposizione ai composti chimici associati al cancro al seno e aiutare i ricercatori a studiare come colpisce le donne”, ha dichiarato Ruthann Rudel, primo nome dello studio. Julia Brody, responsabile della ricerca, ha aggiunto che “ridurre l’esposizione alle sostanze chimiche potrebbe salvare la vita di molte, molte donne”. 

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec