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Insufficienza di convergenza oculare, che cos’è?

La convergenza oculare è la capacità visiva di puntare i nostri occhi verso l’interno, per fissare e mettere a fuoco oggetti molto vicini.
L’insufficienza di convergenza invece, è un disturbo della visione binoculare caratterizzato dalla difficoltà che gli occhi hanno nel lavorare in modo sincrono da vicino, convergere, appunto.
Il principale problema di questa patologia oculistica è che causa affaticamento visivo, in termini scientifici astenopia. Il paziente, per esempio, durante la lettura di un libro potrà riscontrare una visione offuscata o doppia, diplopia, fino ad accusare lievi o forti mal di testa.
E’ un problema comune della visione a distanza ravvicinata, si può dire che gli occhi non collaborano e tendono ad andare verso l’esterno o tendono a convergere verso un oggetto posto a distanza ravvicinata, ed è così che si ha un leggero sdoppiamento dell’immagine. Per evitarla, la persona affetta da questo problema, esercita uno sforzo maggiore per riportare gli occhi in convergenza e questo può dar luogo a una serie di sintomi come l’astenopia ed il mal di testa.

Ulteriori sintomi di una possibile insufficienza di convergenza
– offuscamento della visione
difficoltà di concentrazione e di attenzione
diplopia (visione doppia)
frequente perdita della riga in fase di lettura
chiusura o copertura di un occhio
sonnolenza

Molte persone affette da insufficienza di convergenza tendono a chiudere un occhio per alleviare la sensazione di confusione dovuta al disturbo, in pratica sopprimono la visione di un occhio per non percepire lo sdoppiamento, perdendo così la binocularità e la percezione della profondità.

A chi posso chiedere aiuto in caso di insufficienza di convergenza?
Ad un ortottista.

Chi è l’ortottista?
L’ortottista è un medico specialista che esegue una riabilitazione ortottica utilizzando delle stecche prismatiche, in modo da esercitare gli occhi del paziente a lavorare sempre di più assieme. Spesso viene prescritta una terapia domiciliare da seguire ogni giorno per pochi minuti.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec