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Dall’Australia arriva una notizia molto importante per la lotta contro i tumori del collo dell’utero.

Il vaccino contro il papilloma virus umano (Hpv) offre una significativa protezione contro le anomalie della cervice uterina nelle giovani donne. È quanto sostengono un gruppo di scienziati del QIMR – Berghofer Medical Research Institute di Brisbane in uno studio pubblicato sul ‘British Medical Journal.

Cos’è l ‘HPV?

È il papilloma virus umano (human papilloma virus), un virus classificato in 100 diverse varianti e dotato di una forte capacità di replicarsi e favorire la degenerazione cellulare in senso oncogeno.

Tra le 100 varianti alcune, considerate innocue, colpiscono i tessuti epiteliali con degenerazioni che danno luogo, ad esempio, alla formazione di verruche, altre i tessuti molli dando luogo all’insorgere del papilloma delle mucose ma altre, le più pericolose, sono responsabili di degenerazioni carcinomatose. Le più gravi sono quelle che danno origine al carcinoma uterino.

Il programma di vaccinazione

Non è praticamente possibile circoscrivere il virus, si calcola che oltre il 70% delle donne ne venga a contatto e poiché le differenze tra le varianti del virus considerate innocue e quelle responsabili della formazione dei carcinomi sono minime e non sono possibili interventi selettivi, l’Australia ha dato inizio, nel 2007, ad un programma di vaccinazione “di massa” per le giovani donne.

I risultati della ricerca

I ricercatori di Brisbane hanno così avuto modo di implementare dati basandosi su un campione sempre più significativo di donne che ha superato le 100.000 persone. I risultati fin qui ottenuti hanno permesso di verificare che la vaccinazione contro l’Hpv fornisce una valida protezione contro le anomalie della cervice uterine.

In particolare la protezione contro le anomalie più pericolose è risultata essere del 46% superiore nelle donne che si sono sottoposte all’intero ciclo di vaccinazioni e del 34% superiore contro altri tipi di anomalie dell’utero.

Secondo i ricercatori è necessario continuare con gli screening di massa e con i programmi di vaccinazione per avere ulteriori riscontri e la possibilità di affinare le stesse metodologie di vaccinazione e renderle sempre più efficaci.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec