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Tumore al seno: la diagnosi è più precoce se effettuata da persone non vedenti

Nell’era delle tecnologie digitali, dei sensori e dei wearable devices, per automonitorare la nostra salute, la novità non è un nuovo dispositivo tecnologico ma un modo per trasformare una grave disabilità, la cecità, in uno strumento diagnostico in grado di salvare vite umane, in particolare la diagnosi precoce del carcinoma mammario.
L’idea, dopo una lunga gestazione, è venuta al medico tedesco Frank Hoffman. Le persone non vedenti, abituate ad utilizzare il codice Braille, acquisiscono una sensibilità maggiore nelle loro mani che, potrebbe essere sfruttata per individuare carcinomi, anche di minuscole dimensioni, grazie alla tecnica  della palpazione del seno.

Durante tutta la fase sperimentale, il Dr. Hoffmann ha avuto conferme riguardanti la sua intuizione. Se, con un normale esame, si riescono ad individuare noduli di circa 1,5 – 2 cm, l’esame effettuato da un non vedente, della durata di 35 – 45 minuti, riesce ad individuare noduli di grandezza inferiore ad 1 cm e, in qualche caso, di pochi mm.
Ottenute le conferme, il Dr. Hoffmann ha implementato un metodo per la formazione di personale non vedente con la funzione di tecnico per la prevenzione del cancro al seno. Il sistema prevede un corso che permetta alle persone di acquisire le competenze anatomiche e mediche necessarie per effettuare l’esame, a questo si aggiungono degli strumenti che facilitano il compito.

Il sistema adottato dal Dr. Hoffmann si basa sull’utilizzo di piccole e sottili strisce adesive in codice braille che, opportunamente posizionate sul seno della paziente, consentono al tecnico non vedente di seguire il percorso corretto per effettuare l’esame.

Il successo è stato tale che è stata autorizzata una nuova figura professionale, approvata dal ministero della salute tedesco, chiamata MTE. Per il momento, questa figura è riconosciuta solo in Germania, dove sono già molte le persone non vedenti con la qualifica MTE, ma lo stesso Dr. Hoffmann spera di poter esportare quanto rima questa nuova figura sanitaria, almeno nei paesi dell’Unione Europea, per i quali sono già iniziate le pratiche per la richiesta di riconoscimento ufficiale.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec