fobie dentali milano

ODONTOFOBIA: LA PAURA DEL DENTISTA

Per odontofobia si intende la paura di andare dal dentista e/o sottoporsi a qualunque tipo di trattamento odontoiatrico. Per molti l’andare dal dentista comporta un –sia pure normale e tollerabile- stato di ansia e preoccupazione.

In alcuni, tuttavia, la risposta d’ansia è così intensa da tramutarsi in puro terrore che impedisce alla persona di curarsi i denti. Quando questa paura permane nel tempo ed è -anche secondo chi ne soffre- sproporzionata, si parla di vera e propria fobia patologica, descritta attraverso i seguenti criteri diagnostici:

  • Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici.
  • L’esposizione allo stimolo fobico, quasi invariabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di attacco di panico situazionale o sensibile alla situazione.
  • La persona stessa riconosce che la paura è eccessiva e irragionevole.
  • La situazione fobica viene evitata, o sopportata con intensa ansia o disagio.
  • L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione temuta interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il lavoro (o la scuola), o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia.
  • Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.
  • L’ansia, gli attacchi di panico o l’evitamento fobico della situazione specifica non sono giustificati da altri disturbi mentali.

Un trattamento efficace mira:

  • Ad aiutare quelle persone che a causa della fobia non riescono proprio ad andare dal dentista. In questo caso si parla di comportamenti di evitamento.
  • Ad aiutare le persone che pur riuscendo ad andare dal dentista vengono colte da livelli d’ansia angoscianti (prima o durante la visita). Si parla in questi casi di risposta ansiosa.

IPOTESI A: per persone con sola risposta ansiosa

Per le persone che hanno solo una risposta ansiosa è indicato un percorso con lo Psicoterapeuta breve di circa 3 incontri che ha come obiettivo di migliorare la consapevolezza del funzionamento fobico e delle emozioni provate.

La comprensione delle proprie attitudini e comportamenti in situazioni ansiogene comporta un aumento della capacità di gestione delle emozioni sgradevoli.

IPOTESI B: per persone con risposta di evitamento + risposta ansiosa

Altro discorso per le persone che evitano di andare dal dentista (comportamenti di evitamento). Anche se sul momento la rinuncia fa diminuire l’ansia, questa strategia in realtà non è di grande aiuto. Anzi, a lungo andare, instaura un circolo vizioso molto dannoso.

Il modo migliore per superare una paura non è fuggirla , ma affrontarla, possibilmente in un ambiente controllato ed amico. Quanto più la persona si sottrarrà all’evento temuto, tanto più si rafforzerà la sua convinzione circa la reale pericolosità di tali eventi e la sua mente raccoglierà elementi a favore della strategia usata (l’evitamento).

Ma perché l’evitamento non va bene?

  • Non affrontare la situazione stressante fa aumentare la percezione della sua pericolosità e la paura. E la paura induce a non affrontare la situazione e così via. Quindi, più si evita, più si ingigantisce la fobia.
  • Continuare a evitare il dentista provoca danni alla bocca. La persona sarà poi costretta a un intervento più lungo e più invasivo. L’evitamento, paradossalmente, porterà le persone a dover affrontare in modo più radicale quello che non avrebbero voluto affrontare (lunghi interventi e diverse sedute odontoiatriche).
  • Più si evita il dentista, più ci si vergogna di se stessi. L’evitare e non affrontare la propria paura danneggia la propria autostima e aumenta il senso di frustrazione.
  • Se si continua a non sottoporsi alle cure odontoiatriche necessarie la persona potrebbe andare incontro a forti dolori e alitosi che comprometterebbero la sua vita relazionale.

Cosa rientra nell’evitamento?

Ad esempio il continuo rimandare a prendere un appuntamento col dentista, utilizzare metodi di automedicazione, rifiutarsi di parlare dell’argomento “denti” con gli altri, e così via.

Anche il ricorso all’anestesia generale, metodo pubblicizzato da alcuni studi odontoiatrici per il trattamento dei pazienti odontofobici, è un evitamento a tutti gli effetti.

In questi casi il trattamento dell’elezione, condiviso dalla comunità scientifica, consiste nell’uso di tecniche cognitive e comportamentali combinate insieme per un totale di circa 8/9 incontri.

IPOTESI C: in una sola seduta per persone con risposta di evitamento + risposta ansiosa

Esiste, in alternativa, una tecniche specifica in odontoiatria che può affrontare la terapia di “ desensibilizzazione” della fobia concentrata in una seduta di 3 ore con l’odontoiatra, preceduta da spiegazioni ed accordi sulle modalità del trattamento (eventualmente anche da una valutazione psicologica). Dopo tale seduta si possono effettuare già dei trattamenti dentali.