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Esistono metodi comportamentali (convincere il bambino a smettere- senza enfasi, sottolineature e sensi di colpa- ad opera dei genitori, di Logopedisti o psicologi) ma spesso, il condizionamento essendo inconscio e notturno, non è legato alla volontà del bambino. L’utilizzo della bocca si carica di risvolti emotivi. I metodi avversivi domestici (prodotti di sapore cattivo) non sempre funzionano se il bimbo non condivide l’idea di smettere; quelli avversivi professionali ricorrono all’inserimento in bocca ad opera del dentista per 6-12 mesi di apparecchi incollati ai molari che contengono griglie o viti che impediscono il succhiamento e meritano attenzione dopo i 7-8 anni. Gli approcci meccanici servono a prevenire o a interrompere il succhiamento del pollice (calzino che copre la mano, cerotti, una stecca) e qualche strumento che il mercato offre. A volte sono necessari diversi mesi. Come per il ciuccio è più facile farlo in un periodo di vacanza e gioco, quando la famiglia è unita ed il bambino è più coccolato. Il suggerimento che diamo è il seguente: non preoccupatevi troppo: tentate di convincere il bambino con rinforzi positivi a smettere, di giorno tra i 3 e i 4 anni, di notte tra i 4 e i 5 anni, per evitare che l’abitudine agisca sui denti definitivi che erompono attorno ai 6-7 anni. In ogni caso molti pediatri consigliano di aspettare pazientemente che il bambino cresca e decida di diventare grande. Affermano che la tranquillità del bambino vale bene la parcella dell’ortodontista, attorno ai 7-8 anni se il problema non è risolto.

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