Impianti dentali

Prima di inserire un impianto deve essere sempre eseguita una rigenerazione ossea?

No, dipende dalla quantità di osso disponibile. Se l'osso disponibile è sufficiente non c'è nessun bisogno di rigenerare osso.

Gli impianti in titanio sono sicuri?

Il titanio è il materiale più biocompatibile con il corpo umano. Il titanio è un metallo di larghissimo uso in chirurgia per la sua neutralità biologica: il rigetto nei confronti del titanio non esiste, non essendoci alcuna possibilità di reazione immunologica sfavorevole, come succede talvolta nei trapianti di un organo da uomo a uomo.

Che cos’è il rialzo del seno mascellare?

Il rialzo del seno mascellare è un intervento chirurgico che consente di ripristinare un volume osseo sufficiente all’inserimento di impianti dentali (radici sostitutive di denti persi/mancanti) nelle zone posteriori del mascellare superiore che hanno subito dei riassorbimenti dell’osso. Per quanto rappresenti un intervento complesso, è stato ampiamente protocollato e validato dalla comunità scientifica nel corso degli ultimi 30 anni. L’utilizzo di tecniche standardizzate e di materiali certificati lo rende pertanto una pratica sicura e routinaria nel campo della chirurgia orale. Ad oggi, grazie all’introduzione di recenti innovazioni tecnologiche, quali la chirurgia piezoelettrica, è inoltre possibile eseguire l’intervento minimizzando considerevolmente la sua invasività ed aumentando la precisione dell’atto chirurgico. Sulla base del quadro clinico, può essere preferibile eseguire il rialzo del seno mascellare simultaneamente all’inserimento di impianti dentali oppure inserire gli impianti in una seconda seduta. Il rialzo del seno mascellare non è tuttavia indicato per qualsiasi caso clinico che necessiti di impianti nel mascellare superiore posteriore. La necessità dell’intervento, l’esclusione di eventuali controindicazioni allo stesso, e la scelta dei tempi e delle modalità esecutive devono sempre essere valutate tramite una adeguata visita specialistica con un implantologo / chirurgo orale.

A chi è consigliata l’implantologia a carico immediato?

Tutti i pazienti possono affrontare l’intervento. È consigliato a tutti coloro che hanno necessità di risolvere gravi problemi dentali (portatori di dentiere mobili, piorrea grave) ed infine per chi desidera riacquistare una funzionalità masticatoria efficace in modo rapido e definitivo. Condizione necessaria al carico immediato è la quantità di osso iniziale sufficiente ad inserire gli impianti senza rigenereazioni ossee.

Cos’è l’implantologia a carico immediato?

L’implantologia a carico immediato è l'inserimento di un impianto nell'alveolo del dente estratto con conseguente adattamento di una corona provvisoria, ridando estetica e funzionalità adeguate ed immediate al paziente.

Come viene gestito il periodo senza denti?

In genere il periodo senza denti non esiste o esiste solo per pochi giorni nel caso in cui si eseguano interventi estesi tali per cui il posizionamento di un provvisorio mobile al di sopra della ferita potrebbe comprometterne gravemente la guarigione dei tessuti.

Mi è stato estratto un dente, quanto tempo devo aspettare prima di effettuare un impianto?

Circa 30 giorni per una guarigione completa delle mucose, se si vuole una ricostruzione ossea adeguata però sarà necessario attendere almeno tre mesi.

Cosa significa osteointegrazione?

L’osteointegrazione è il legame strutturale e funzionale tra l’osso e l’impianto in titanio che in esso è stato inserito.
Igiene dentale

Come curare naturalmente l’alito cattivo?

A casa con un controllo dell’alimentazione, del fumo e del caffè. Poi con un uso costante del filo e dello spazzolino elettrico (più del filo che dello spazzolino), con l’aiuto di collutori disinfettanti specifici. Poi effettuando una pulizia regolare della lingua con un grattalingua. Un’eccellente pulizia serale riduce la crescita batterica e l’alito cattivo al mattino. L’uso di gel al fluoro può aiutare. Le gomme da masticare allo xilitolo, usate per 10 minuti possono aiutare a fare una sommaria pulizia della bocca in ogni circostanza. Dal dentista naturalmente bisogna creare buone condizioni di base con pulizie sistematiche e profonde se necessario, individuando eventuali tasche gengivali/parodontali per levigare le superfici radicolari in profondità.

È vero che il colluttorio macchia i denti?

Sì, ma solo la clorexidina, contenuta in parecchi collutori disinfettanti, che può colorare la placca batterica, non direttamente i denti. La placca sui denti si colora con la clorexidina, dove non viene rimossa, ma si colora anche la lingua. Ciò avviene quando la clorexidina viene usata per oltre 10 giorni ed è più visibile con le concentrazioni 0,20% che con quelle più basse (0,12 o 0,05%). Gli altri collutori non macchiano i denti neanche dopo 10 giorni di uso continuato. Alcuni di questi sono molto efficaci. Va detto anche che è bene non usare continuativamente qualunque disinfettante, soprattutto se con alcol. Preferire in ogni caso quelli senza alcol, meglio se senza coloranti. I collutori possono contenere altre sostanze oltre ai disinfettanti o solo sostanze diverse, con varie funzioni (contro la carie, l’alito cattivo etc).

Spesso ho la bocca amara. Da cosa dipende?

La sensazione di bocca amara dipende spesso da problemi alla digestione. Ne soffre spesso, ad esempio, chi è affetto da gastrite cronica. Un altro disturbo che può presentarsi con la sensazione di bocca amara accompagnata da alitosi è il reflusso gastro-esofageo. È quindi consigliabile una visita dal gastroenterologo per valutare se la sensazione di bocca amara dipende da affezioni degli organi digestivi. È comunque bene ricordare che una corretta igiene orale prevede l'uso del filo almeno due volte al giorno (al mattino e soprattutto alla sera) e dello spazzolino. Se impossibilitati, utilizzate gomme da masticare allo xilitolo che inibendo i batteri, svolgono un'azione importante di pulizia dopo aver mangiato e/o aver bevuto caffè o liquidi zuccherini. Usando queste semplici attenzioni l'alitosi si ridurrà comunque.

Con una scarsa pulizia posso essere soggetto ad alitosi?

Assolutamente sì, anzi è quasi scontato. La placca che ogni volta che mangiamo si deposita sui denti deve essere rimossa usando in primis filo interdentale e dopo con lo spazzolino. Se questo non avviene, la placca che inevitabilmente non viene rimossa, reagisce a contatto con l'aria creando cattivo odore.

Come mai mi sanguinano le gengive?

Le gengive sanguinano perché, quando sono ipertrofiche, cioè gonfie, sono piene di sangue e appena vengono toccate dallo spazzolino o il filo sanguinano. Il gonfiore si crea quando le gengive non vengono sollecitate adeguatamente ed in maniera continua e giornaliera dal filo soprattutto e dallo spazzolino. In questo modo le gengive assumono una colorazione rossa-viola, mentre il colore ideale è rosa corallo, che si ottiene solo lavorandoci con filo e spazzolino. Il sanguinamento, quindi, è sinonimo di una gengiva non sana.

Che tipo di dentifricio utilizzare?

Uno al fluoro, se lo si vuole usare. Il fluoro esercita un’azione protettiva, antisettica e remineralizzante sullo smalto dentale. In realtà il dentifricio non è necessario se non per il fluoro e per la piacevolezza della sua freschezza. Può essere sostituito dal collutorio usato prima di spazzolare. Invece che con il dentifricio si può applicare il fluoro in modo più efficace con un gel concentrato, usato al posto del dentifricio, una o poche volte la settimana, alla sera. Attenzione che il dentifricio se usato in modo improprio, cioè troppo abbondante o insistente in una zona (come si fa spesso con lo spazzolino manuale), crea danni da abrasione.

Lo spazzolino elettrico è dannoso?

Assolutamente no. Oggi la letteratura ci dice che è meglio di quello manuale, a patto che abbia una testina tonda con movimento rotatorio-oscillante. Deve essere utilizzato in maniera appropriata cioè per il tempo giusto (due minuti). Il dentista o l'igienista indicherà come impiegarlo al meglio.

Che tipo di durezza devono avere le setole artificiali?

Una durezza media o morbida, ma devono essere su uno spazzolino elettrico.

Per quanto tempo devo spazzolare i denti?

Due minuti sono sufficienti ad avere una buona pulizia dei denti, impiegando circa 30 secondi per ogni emiarcata. Meglio se si fa riferimento ai timer degli spazzolini elettrici.

L’alitosi dipende da quello che mangiamo?

I cibi che consumiamo giocano un ruolo fondamentale nel determinare l’odore del nostro alito; infatti secondo l’ Associazione Dentisti Americana, gli odori della bocca continueranno fino a che il corpo non avrà eliminato definitivamente quell’alimento. Se mangiamo una bruschetta, l'aglio è assorbito nella circolazione sanguigna, viene trasferita nei polmoni e l’odore viene espulso con l’alito.Gli alimenti “famosi” come l’aglio, le cipolle ed il curry ci danno un alito cattivo perché contengono i composti solforati, che sono quelli che “aromatizzano” l’alito fornendo "combustibile ai batteri che si annidano e si moltiplicano sotto la superficie della lingua, della gola e delle tonsille.

Il tartaro può essere la causa dell’alitosi?

Sì, per questo è necessaria una corretta igiene domiciliare quotidiana, con spazzolino e filo interdentale, oltre ad una visita dall'igienista almeno ogni 6 mesi. Inoltre il tartaro può essere responsabile dell'alitosi ma, cosa ancora più grave, è responsabile d'infezioni che trascurate causano la distruzione dell'apparato di sostegno dei denti.

Perché non ci si accorge di avere alito cattivo?

È molto difficile sentire il proprio alito, come in genere i propri odori, perché il nostro cervello evita di farci sentire i nostri stessi odori per distinguere meglio quelli dell'ambiente che ci circonda.
Gnatologia

Mi si è bloccata la bocca e non riesco più ad aprirla del tutto: cosa faccio?

Quando una persona non riesce più ad aprire la bocca e sente dolore o senso di forte stiramento all’interno dell’orecchio si dice che è andata in blocco dell’articolazione temporo-mandibolare (locking dell'ATM). All’interno dell’articolazione c’è un disco di cartilagine il cui compito è armonizzare le superfici articolari e rendere più fluido il movimento. In alcuni casi questo disco scivola in avanti determinando dapprima dei rumori durante i movimenti della bocca e poi, se scivola ancora più in avanti, costituisce un vero e proprio ostacolo meccanico all’apertura della bocca. Se riuscite, con movimenti laterali e gentili, a sbloccare le articolazioni procedete pure. In alternativa prenotate una visita gnatologica per impostare la terapia. È molto importante trattare precocemente il locking per evitare che l’infiammazione all’interno delle ATM diventi cronica, rendendo le possibilità terapeutiche più ristrette e la guarigione più difficile.

Ho spesso mal di testa e prendo sempre un antinfiammatorio: va bene o è meglio chiedere un consulto?

Fare un uso troppo frequente degli antiinfiammatori, oltre a dare problemi allo stomaco, può addirittura peggiorare il mal di testa. Prima di scegliere il farmaco è bene capire di che tipo di mal di testa si tratta, se di cefalea di tipo tensivo o se di emicrania, le due forme più comuni. È importante escludere attraverso una visita gnatologica che ci siano problemi di masticazione che possano causare affaticamento dei muscoli del viso e della testa, peggiorando o anche causando il mal di testa. Inoltre alcune forme di mal di testa è bene che siano gestite dal neurologo specialista, che può scegliere la terapia farmacologica più adatta.

Bite: va bene metterlo oppure no? E se sì, quando?

Il bite può essere messo anche sempre e da tutti, teoricamente, avendo una funzione protettiva e la capacità di far riposare muscoli masticatori, articolazione mandibolare, e, a cascata, molti altri muscoli delle catene muscolari specialmente posteriori. Tuttavia il bite diventa indispensabile innanzitutto in coloro che devono correggere sofferenze e problemi di vario tipo che originano dal contatto dentale o da abitudini scorrette. Se il dentista ha prescritto un bite avrà anche dato indicazioni sul suo uso, ed è bene attenersi a queste. In generale l’uso del bite dovrebbe essere temporaneo, ma si dovrà raggiungere un buon equilibrio di tutti i muscoli masticatori, attraverso un ritocco dei contatti dentali ed eventualmente facendo terapie ricostruttive per compensare un’usura eccessiva o terapie ortodontiche per correggere una masticazione non più in equilibrio.

Come faccio ad accorgermi se di notte digrigno i denti?

Al mattino avrà dolenzia ai muscoli masticatori. Sui denti un po’ alla volta si vedranno segni di usura con contatti su superfici anziché punti. Molti hanno contatti su superfici, questi sono comunque segni di usura che in svariati casi non sono tollerati perché sbilanciano le sollecitazioni ai muscoli ed all’articolazione mandibolare (che ha tessuti sensibili intorno ad essa). Inoltre se la sua lingua presenta una festonatura che riproduce la forma interna dei denti può stare certa che è presente serramento dentale, altrettanto dannoso del digrignamento.

Di notte russo e mi sveglio non riposato: è normale? E’ meglio approfondire con qualche esame?

Il russamento è il rumore caratteristico determinato dalla vibrazione dei tessuti molli della gola. Questi, che durante il sonno si rilassano, possono o vibrare, determinando il russamento, o addirittura collassare, ostruendo completamente un tratto delle vie aeree e determinando apnee respiratorie. L'impossibilità a respirare determina una mancanza di ossigeno che stimola il risveglio, risvegli che non sempre sono coscienti. Le apnee notturne, chiamate OSAS, causano un sonno frammentato e poco riposante e possono avere gravi risvolti sulla salute, causando ipertensione e sonnolenza diurna, molto pericolosa soprattutto per chi passa molte ore alla guida. In caso di apnee notturne è estremamente importante approfondire la qualità del sonno attraverso una polisonnografia. Tra le varie scelte terapeutiche c’è la possibilità di indossare dei dispositivi orali per l’avanzamento mandibolare: questi aiutano a non far collassare i tessuti e, in molti casi lievi o moderati, sono sufficienti per riacquistare un sonno riposante (per te e per il tuo partner!). Fai una visita gnatologica e imposta un piano di trattamento!

Al mattino mi sveglio con il viso affaticato e contratto e a volte mi capita anche a fine giornata: perchè?

L’indolenzimento al viso è la spia di un affaticamento dei muscoli della masticazione. Molto probabilmente avete l’abitudine a stare a denti stretti durante la notte o il giorno. Il serramento dei denti è un’abitudine molto diffusa, inconsapevole ma estremamente dannosa poiché determina un sovraccarico di lavoro a livello dei muscoli, delle ATM e anche dei denti. E’ importante farsi consigliare dallo gnatologo sulla necessità di indossare di notte, o anche saltuariamente durante il giorno, un bite per aiutare i muscoli masticatori a rilassarsi e riposare. Oltre al bite ci sono poi una serie di semplici ma fondamentali consigli comportamentali molto semplici che vanno seguiti.

Quando apro la bocca sento un rumore, come un “click”, dentro l’orecchio. Devo preoccuparmi?

Se i rumori sono saltuari, magari addentando un panino o sbadigliando, e non sono dolorosi non c’è da preoccuparsi. I rumori alle articolazioni temporo-mandibolari (ATM) sono molto frequenti nella popolazione e non sono altro che lo scivolamento di un disco cartilagineo presente all’interno dell’articolazione (simile al menisco del ginocchio) sulle superfici ossee. Se invece i rumori diventano forti o costanti, assomigliano allo sfregamento della sabbia, rendono difficile la masticazione o addirittura sono dolorosi, è opportuno fare una visita gnatologica per valutare la situazione.
Estrazioni dentali

È sempre opportuno estrarre il dente del giudizio?

Va fatto un bilancio dei fattori pro e contro il trattamento. Citiamo alcuni fattori pro estrazione: dente senza antagonista (non serve a masticare), dente impossibile da pulire (si carierebbe e sarebbe da togliere in condizioni più difficili), dente con tasca parodontale anteriore (mettere assolutamente sotto controllo i problemi parodontali per salvare il dente davanti, molto più importante del dente del giudizio), dente con carie profonda (non devitalizzabile e destinato a cariarsi di più), necessità del paziente di avere una situazione priva di sorprese. Tra i fattori contro l'estrazione: insufficiente apertura della bocca, desiderio contrario del paziente. Quando vi sono problemi di articolazione della mandibola non sono facilmente prevedibili gli effetti dell'estrazione. In ogni caso ben difficilmente oggi si considera di qualche utilità il dente del giudizio per fare un ponticello con altri denti anteriori: l'implantologia oggi ha risolto brillantemente il problema. Un criterio guida comunque resta fondamentale: è in grado il paziente di tenere ben pulito il dente del giudizio (con filo e spazzolino usati costantemente)? Se la risposta è sì l'estrazione forse può anche essere spostata in là nel tempo.

Se c’è un’infezione si può fare un’estrazione?

Ci sono casi in cui un dente ha sviluppato un'infezione acuta che è meglio curare prima dell'estrazione, tenendo a bada il dolore con antidolorifici mentre l'antibiotico elimina l'infezione. Ma qualche volta, sotto copertura antibiotica, può essere meglio estrarre il dente subito. In casi di infezione cronica va valutata la situazione e, con adeguata attenzione durante la fase di anestesia, il dente può essere messo completamente "a dormire" e poi estratto.

Fa male estrarre un dente?

Assolutamente no. Sia durante la fase del trattamento, sia durante la guarigione il paziente riceve una dose di anestesia sufficiente a togliere qualunque sensibilità e poi dei farmaci adeguati al controllo del dolore successivamente. Siamo confortati dal fatto che spesso il paziente chi dice che non si è nemmeno accorto del momento in cui il dente è stato estratto.

Quali altri interventi vengono effettuati nel vostro studio?

Gli interventi che eseguiamo spaziano in tutti i campi della chirurgia. Oltre alle indicate estrazioni di denti del giudizio complessi, di denti inclusi, etc effettuiamo rimozioni di cisti, di tessuti patologici, frenulectomie superiori ed inferiori, allungamenti di fornice per stabilizzare protesi instabili, etc.Altri interventi chirurgici vengono effettuati nel campo dell'endodonzia (APICECTOMIE), dell'implantologia (INNESTI OSSEI, RIALZI DEL SENO MASCELLARE), della parodontologia (LEMBI DI CHIRURGIA RESETTIVA per rimodellare l'osso, INNESTI LIBERI E DI CHIRURGIA MUCO GENGIVALE per correggere l'estetica o la ipersensibilità delle radici), della conservativa (ALLUNGAMENTO DI CORONA per curare carie profonde) etc.

Quali sono i sintomi della disodontiasi?

Dolore persistente alle arcate dentali durante l'età dello sviluppo della mandibola. Il dolore principalmente deriva dall'infiammazione (infezione batterica) della gengiva e dei tessuti che coprono o che sono attorno al dente.

Come si effettua l’estrazione di un dente del giudizio?

L'estrazione può essere un intervento più o meno semplice a seconda della situazione globale. È spesso più facile l'estrazione da soggetti giovani; inoltre, il dente del giudizio superiore può essere - a parità di condizioni - estratto più agevolmente di quello inferiore. A seconda dei casi, sarà fatta con o senza punti di sutura, o con diversi tipi di anestesia in intervento ambulatoriale. L'estrazione di un dente del giudizio completamente fuoriuscito è il caso più semplice e di solito non richiede accorgimenti particolari a parte l'anestesia locale e l'uso di un adeguato antidolorifico per uno o due giorni successivi. Anche l'estrazione di un dente del giudizio incluso è un intervento in genere eseguibile in anestesia locale. Il decorso dopo un intervento di routine è in genere rapido. Gonfiori e perdite di sangue sono possibili per diverse ore dopo l'intervento. Se la perdita è moderata, è da considerarsi normale durante il primo giorno dopo l'estrazione. In questi casi il paziente può mordere su una garza o su un fazzoletto di stoffa inumidito oppure su una o due bustine di te bagnate e strizzate. Per ridurre il gonfiore e la necessità di antidolorifici si consigliano impacchi di ghiaccio all’esterno della bocca, mentre sono sconsigliati cibi caldi, sigarette, caffè ed alcool, come anche risciacqui energici. I denti del giudizio inclusi possono essere estratti attraverso interventi in anestesia locale senza gravi disagi per il paziente. Riteniamo sbagliato ricorrere all'anestesia generale per l'estrazione dei denti del giudizio, salvo casi di pazienti fobici o con handicap. I tutti gli altri casi riusciamo a metter il paziente a suo agio e a fargli passare l'ansia che a volte prova. Se devono essere estratti tutti e quattro i denti del giudizio spesso lo si fa in due volte per ridurre il disagio al paziente: si estraggono i due denti di un lato in una prima seduta e gli altri due dell'altro lato in una seconda. Poiché l'estrazione del dente del giudizio superiore è in genere piuttosto veloce si dedica un po' più di tempo a quello inferiore. I denti inferiori spesso sono più impegnativi e meritano la dovuta cura ed attenzione. Possiamo dire con soddisfazione, tuttavia, che il protocollo che utilizziamo riduce al minimo le complicanze ed i disagi. Le istruzioni, anche scritte, che diamo al paziente sono tali da accompagnarlo adeguatamente attraverso la fase di guarigione. La nostra costante presenza anche durante sabati, domeniche, festività e ferie fa sì che egli si senta sempre seguito e possa ricevere rapidamente una risposta ai suoi dubbi e domande.

Cos’è la disodontiasi?

La disodontiasi è la difficoltà nella eruzione di elementi dentali in genere dovuta a mancanza di spazio utile o all' orientamento scorretto del dente. È un evento tipico dei terzi molari o denti del giudizio (ottavi) mal collocati, ma anche dei canini e dei secondi molari superiori. Anche la dentatura decidua (denti di latte) può presentare problemi di disodontiasi.

Tutti i denti inclusi devono essere estratti?

No, altri denti inclusi, ad esempio canini, possono essere riportati nella loro corretta posizione attraverso un semplice intervento di scopertura di una parte del dente e un successivo trattamento ortodontico.
Endodonzia

Cos’è l’endodonzia?

L’endodonzia è quella branca dell' odontoiatria che si occupa della terapia della polpa dentale, cioè lo spazio all'interno del dente (costituita da cellule, come gli odontoblasti e le cellulle stellate, da vasi e nervi).

Un dente devitalizzato è più debole?

L'importanza di una buona terapia canalare è grandissima poiché i denti devitalizzati possono funzionare bene anche per una vita, mentre qualunque problema che si crea successivamente si ripercuote anche sulle cure effettuate dopo la devitalizzazione (ricostruzioni, intarsi, corone protesiche).

In cosa consiste la terapia canalare?

La terapia endodontica ortograda (cioè per via normale) detta anche devitalizzazione o terapia canalare è composta da diverse fasi: accesso alla camera pulpare sagomatura con strumenti endodontici manuali o meccanici (spesso strumenti in nichel titanio), detersione/sterilizzazione del canale radicolare (in genere con ipoclorito di Sodio). sigillatura tridimensionale di tutte le strutture del canale (compresi canali laterali e apice) tramite una resina naturale termoplastica (Guttaperca) secondo varie tecniche di condensazione. controllo radiografico La devitalizzazione , o terapia canalare, permette di conservare denti non vitali per molti anni; è possibile anche salvare denti già devitalizzati che vanno ritrattati, ed eliminare granulomi e infezioni all'apice dentale (ritrattamento canalare). Devitalizzazione e terapia canalare sono termini spesso usati in modo equivalente, anche se la devitalizzazione farebbe riferimento specificamente a una cura effettuata su un dente vivo; a volte si parte invece da un dente che è già necrotico o devitalizzato.

Quando è necessario devitalizzare un dente?

Si ricorre alla devitalizzazione qualora una lesione (cariosa o traumatica) determini una alterazione irreversibile del tessuto pulpare fino alla necrosi, cioè alla morte del tessuto. È possibile anche ricorrere a questa metodica qualora l'elemento dentario debba essere coinvolto in riabilitazioni protesiche che, a causa della notevole riduzione di tessuto dentale stesso, determinerebbero un'alterazione pulpare irreversibile (necrosi pulpare per cause iatrogene, cioè determinate dal dentista).

Cosa succede ad una pulpite non curata?

Se una pulpite non viene curata può evolvere verso una delle seguenti possibilità: Parodontite apicale: che è la naturale evoluzione acuta della pulpite. Mentre all'interno della camera pulpare la flogosi, instaurata come meccanismo di difesa si rivela distruttiva per i tessuti, a livello periapicale prevale l'effetto di contenimento dell'infenzione. La caratteristica principale è la sensibilità alla percussione, che varia da leggera dolenzia fino ad un dolore lacinante a seguito dei contatti occlusali. Ascesso apicale: la disintegrazione dei tessuti periapicali può produrre una raccolta localizzata di pus, con un aumento del dolore che si fa via via continuo, pulsante, spesso accompagnato da febbre. Qualora l'ascesso riesca a trovare una via drenante, il processo cronicizza poiché periodicamente il pus fuoriesce tramite fistole mucose o cutanee, attenuando temporaneamente la pressione e quindi la sintomatologia. Granuloma apicale: in base alle difese individuali e alla carica batterica responsabile della pulpite, quando il processo si sposta a livello apicale può cronicizzare con formazione di un tessuto di granulazione, in cui si forma una sorta di equilibrio tra il fronte batterico e una zona infiammataria riccamente vascolarizzata costituita da fibroblasti, plasmacellule, linfociti, macrofagi e altre cellule infiammatorie. Inseguito ad un corretto trattamento endodontico, lentamente si ottiene la guarigione. Cisti apicale: nella zona periapicale si possono trovare cellule epiteliali che partecipano alla formazione del dente che talvolta anziché degenerare rimangono intrappolate in sede apicale. In seguito a stimoli infettivi o traumatici, queste cellule possono profilerare e organizzarsi in una piccola sfera di tessuto epiteliale (cisti) che tende lentamente ad ingrandirsi entro l’osso.

Quali sono i sintomi della pulpite?

La pulpite può essere reversibile (iperemia pulpare) o irreversibile (molto più spesso) . La sintomatologia è estremamente variable in base allo stato dell'infiammazione che la causa e al sistema immunitario individuale. Anche se i batteri non raggiungono direttamente la camera pulpare, già da prima di distruggere l'intero strato dentinale possono causare irritazione pulpare alterando il flusso interno ai tubuli dentinali (per produzione di metaboliti acidi) o liberando tossine nei tubuli. Inizialmente, durante l'iperemia pulpare, la dentina è in uno stato di ipersensibilità con dolenzia secondaria a stimoli esterni (freddo, caldo, dolce, salato). Il dolore pulpare più caratteristico, che può mancare o essere di entità variabile fino turbare il sonno, è spontaneo, variabile, intermittente o continuo, per lo più pulsante, esacerbato dal freddo, dal caldo, e generalmente diffuso e difficilmente localizzabile. Inoltre può essere irradiato: alla fronte, al naso o al labbro, a causa dei denti frontali superiori; al mento,a causa dei denti frontali inferiori; all'orecchio, a causa dei molari; alla mascella e alla regione temporale, a causa dei denti posteriori superiori; all'angolo della mandibola, a causa dei denti posteriori inferiori. Qualora la polpa vada in contro a necrosi, mentre il dente sarà asintomatico e non risponderà ai test di vitalità, il dolore potrebbe spostarsi all’apice alla percussione dell'elemento dentario, durante la masticazione o addirittura solo sfiorandolo con la lingua.

Come si cura la pulpite?

Con la devitalizzazione o terapia canalare. L'iperemia pulpare(lieve infiammazione della polpa del dente) è reversibile: è sufficiente allontanare lo stimolo irritativo (la carie) e ricostruire l'elemento, garantendo nuovamente la protezione alla polpa. Per le pulpiti conclamate, ormai irreversibili, causate da processi cariosi, la terapia d'urgenza è la rimozione della carie e della polpa dentale, col nervo, da parte del dentista. In un successivo appuntamento viene effettuata la perfetta pulizia, sagomatura, sterilizzazione e otturazione con guttaperca di tutti i canali del dente. Nei casi in cui non ci si possa recare dal dentista la terapia si basa su antinfiammatori o antidolorifici tipo ibuprofene o simili. In attesa del trattamento il primo passo è una perfetta pulizia della zona cariata con filo, scovolino, spazzolino e con sciacqui alternati ogni 4 ore con disinfettante clorexidina e acqua tiepida con bicarbonato.

Cos’è la pulpite?

La pulpite è l'infiammazione della polpa del dente.

In cosa consiste la devitalizzazione di un dente?

La devitalizzazione, o terapia endodontica, consiste nell'asportazione della polpa del dente.
Dentista per bambini

Quando smette il succhiamento del dito il danno si corregge da solo?

La correzione naturale della malocclusione causata dalla suzione del dito è correlata non solo al grado della malocclusione eventualmente presente, ma anche alla funzione di labbro e lingua, nonché a quella del resto della muscolatura periorale. Non è il caso di porsi problemi se il bambino smette a 3-4 anni come è naturale. Ai 6-7 anni è probabile che la correzione sia spontanea, dopo probabilmente è necessario l'intervento dell'ortodontista ( specialista nell'ottimizzare la crescita dei mascellari e l'allineamento dei denti). In ogni caso il bambino deve essere visitato dal dentista pediatrico prima dei 6-7 anni ( idealmente dai 4 anni o prima) che gli insegnerà a prendersi cura della sua bocca.

Come smettere di succhiare il dito?

Esistono metodi comportamentali (convincere il bambino a smettere- senza enfasi, sottolineature e sensi di colpa- ad opera dei genitori, di Logopedisti o psicologi) ma spesso, il condizionamento essendo inconscio e notturno, non è legato alla volontà del bambino. L'utilizzo della bocca si carica di risvolti emotivi. I metodi avversivi domestici (prodotti di sapore cattivo) non sempre funzionano se il bimbo non condivide l'idea di smettere; quelli avversivi professionali ricorrono all'inserimento in bocca ad opera del dentista per 6-12 mesi di apparecchi incollati ai molari che contengono griglie o viti che impediscono il succhiamento e meritano attenzione dopo i 7-8 anni. Gli approcci meccanici servono a prevenire o a interrompere il succhiamento del pollice (calzino che copre la mano, cerotti, una stecca) e qualche strumento che il mercato offre. A volte sono necessari diversi mesi. Come per il ciuccio è più facile farlo in un periodo di vacanza e gioco, quando la famiglia è unita ed il bambino è più coccolato. Il suggerimento che diamo è il seguente: non preoccupatevi troppo: tentate di convincere il bambino con rinforzi positivi a smettere, di giorno tra i 3 e i 4 anni, di notte tra i 4 e i 5 anni, per evitare che l'abitudine agisca sui denti definitivi che erompono attorno ai 6-7 anni. In ogni caso molti pediatri consigliano di aspettare pazientemente che il bambino cresca e decida di diventare grande. Affermano che la tranquillità del bambino vale bene la parcella dell'ortodontista, attorno ai 7-8 anni se il problema non è risolto.

Succhiare il pollice è un problema?

Succhiare il pollice è un problema dopo una certa età ( 6-7 anni) perchè la spinta in avanti del mascellare superiore ed il freno alla crescita del mascellare inferiore creano una differenza tra le due arcate, con posizioni diverse dei denti anteriori (si assomiglia a Pluto dei cartoni di Walt Disney!) Naturalmente la gravità della cosa dipende dall'età del bambino, essendo maggiore quanto maggiore è l'età, tra i 4 e i 10 anni o più ( anche adulti!). Quindi, come per il ciuccio, è necessario interrompere quest'abitudine dopo i 6-7 anni. Avverrà di sicuro durante l'adolescenza per il condizionamento dei coetanei, ma con le conseguenze descritte. E' meno problematico succhiare il pollice che altre dita.

Come si deve togliere il ciuccio al bambino?

Si deve cogliere l'occasione di momenti in cui il bambino sia rilassato e tranquillo con la famiglia, ad esempio in vacanza. L'occasione può essere di far credere che il cagnolino si sia mangiato il ciuccio, o che il ciuccio sia caduto dalla macchina, o che lo abbiamo proprio buttato via e non lo troviamo più...etc. Il bimbo, se è abbastanza maturo ed è circondato dall'affetto dei genitori, accetta senza troppe difficoltà la cosa. Alcuni sottolineano l'utilità di un piccolo rituale che coinvolga il bambino nel distacco. Oppure la possibilità di regalarlo al suo orsacchiotto preferito. Il suggerimento è: convinciamolo ad abbandonarlo spontaneamente e senza traumi.

A che età si deve abbandonare il ciuccio?

All'incirca alla fine del 2° anno. A circa due anni e mezzo termina l'eruzione dei denti da latte e per allora è bene avere smesso l'uso del ciuccio. A quell'età il bimbo è diventato più dialogante e riesce ad accettare il cambiamento. Ma nulla di grave succede se il bambino prosegue fino ai 3 -4 anni

Il ciuccio fa male?

Il ciuccio va bene nei primi mesi di vita in quanto serve a rassicurare il neonato ma non può essere utilizzato troppo a lungo, per evitare che agisca alterando la crescita della bocca. Infatti il ciuccio, dopo una certa età, per la sua conformazione, tende a stimolare la crescita dell'arcata superiore, a frenare quella dell'arcata inferiore e a creare un vuoto tra le arcate. Queste forze, se si lasciano agire per anni, creano situazioni da correggere successivamente con trattamenti ortodontici (correzione della crescita dei mascellari e della posizione dei denti), con dispendio di tempo e denaro.

Mio figlio è caduto e si è rotto un dente. Che cosa devo fare?

La traumatologia dentale occupa un posto importante nella pedodonzia. Sia nella dentizione decidua che in quella permanente, semplificando al massimo grado, possiamo individuare traumi con: FRATTURA della corona o della radice; AVULSIONE completa di uno o più denti; LUSSAZIONE, quando cioè i denti traumatizzati si muovono e/o sono spostati dalla posizione normale. Denti avulsi e frammenti dentali vanno ricercati e conservati in soluzione fisiologica (acqua e sale) o latte per evitare la loro disidratazione. IN OGNI CASO è opportuno portare NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE il bambino in una struttura che abbia in organico un pedodontista qualificato. Spesso in questi casi il numero di ORE intercorse tra il trauma e la terapia condiziona in modo determinante la possibilità e l’aspettativa di successo della terapia stessa (es. un dente avulso re-impiantato “tardivamente”, cioè dopo più di 6 ore o non conservato in opportuno liquido ha MOLTE meno probabilità di salvarsi di uno re-impiantato “immediatamente” ed adeguatamente conservato).

Il mio bambino si succchia le dita. Come fare?

Tutti i bambini sia che vengano allattati, sia che usino il biberon, avvertono il bisogno della suzione. Ciò conferisce loro una sensazione piacevole. Per questo i bambini spesso trovano che succhiarsi il pollice o un dito sia piacevole. Sino a circa 5 anni di età, succhiarsi il pollice o un dito non è un problema. I denti da latte del bambino anche se vengono spinti all’infuori dalle dita, ritornano nella posizione corretta appena il bambino smette. Ma se il bambino continua a succhiarsi le dita quando spuntano i denti permanenti, allora può essere un problema. Succhiarsi le dita fino ai 5 anni andrebbe ignorato. Se continua dopo i 5 anni è meglio chiedere consiglio al dentista.

È vero che il fluoro fa male?

Se preso nelle giuste dosi non fa mai male. L'applicazione diretta sui denti, eseguita in studio dal dentista, ha soltanto effetti positivi dal momento che il fluoro non viene ingerito ed esplica la sua azione solo in sede locale, dove è più utile e necessaria.

Il mio bambino si è rotto un dente. Devo trovare il pezzo rotto?

Sì, è meglio trovare il pezzo rotto e portarlo dal dentista. Nei bambini le fratture della corona sono frequenti e la ricostruzione con il pezzo rotto permette di ottenere risultati più duraturi e migliori sotto l'aspetto estetico.

Quali sono i problemi dentali più importanti per i ragazzi?

Gli anni dell’adolescenza sono quelli in cui si sviluppano le abitudini per una corretta igiene orale. Le abitudini più importanti sono: spazzolare bene i denti due volte al giorno con un dentifricio al fluoro; rimuovere efficacemente la placca sopragengivale per prevenire il formarsi di malattie gengivali; limitare il numero di spuntini; effettuare una visita di controllo dal dentista ogni sei mesi; imparare che una buona igiene orale è segno della salute di tutto il corpo; seguire una dieta bilanciata, con molta frutta o verdura al giorno. Evitare qualsiasi tipo di eccesso.

Mio figlio è stato da più dentisti, ma ad un certo punto non si è più fatto curare. Che cosa posso fare?

Evidentemente qualcosa non è andato a buon fine ed il bambino per qualche motivo ha perso fiducia nella figura del dentista e ha deciso di interrompere l’ “alleanza” che porta alla collaborazione. Compito di un buon pedodontista è quello di individuare l’origine del problema e di metter in atto le STRATEGIE più opportune per ripristinare l’alleanza terapeutica. Queste comprendono tecniche di approccio quali la gradualità ed il tell-show-do (per cui con parole mirate e con gesti studiati si spiega e si mostra al bambino quello che con gradualità e dolcezza si ha intenzione di mettere in atto) e, quando indicata, la sedazione cosciente. Quando nessuna di queste strategie funziona, quando l’urgenza della terapia non consente di impiegare il dovuto tempo per riottenere la collaborazione del paziente, o quando la patologia si è complicata al punto da essere ingestibile sulla poltrona odontoiatrica vi può essere l’indicazione per eseguire le cure in anestesia generale, prescindendo dalla collaborazione del bambino.

Mio figlio non è mai stato dal dentista ed ha paura. Che fare?

La paura della prima volta può essere legata ad un’ansia mutuata da altre esperienze mediche (pronto soccorso, ospedale…) o da esperienze di famigliari ed amici non opportunamente riferite al bambino. Il pedodontista è esperto nel riconoscere questo tipo di ansia e solitamente, attuando opportuni protocolli di approccio psicologico, l’impasse inziale viene facilmente superata. Ci vuole pazienza, ma anche e soprattutto competenza specifica.

Che cosa fa il pedodontista?

La cavità orale (apparato stomatognatico) comprende diverse fomazioni anatomiche quali i denti, i loro tessuti di sostegno (gengiva, legamento parodontale e osso alveolare), le ossa mascellari e l’articolazione temporomandibolare. Compito del pedodontista è di controllare e mantenere in salute questo complesso sistema, con attenzione specifica alle particolarità dei più piccoli.

Che cosa è la dentizione mista?

Dai 6 ai 13 anni nella bocca coabitano i denti da latte ed i permanenti che mano a mano erompono e danno il cambio ai decidui. La dentizione permanente si completa in età adulta con l’arrivo dei denti del giudizio e si compone di 32 elementi dentari (per ogni emiarcata, destra e sinistra, superiore e inferiore: 2 incisivi, un canino, 2 premolari, tre molari).

Quanti sono i denti da latte?

I denti da latte (o decidui) sono 20, 10 superiori e 10 inferiori. Ogni arcata contiene, per ogni lato (destro e sinistro), 2 incisivi, un canino e 2 molaretti. Generalmente il primo dente compare a 5-6 mesi. La dentizione decidua si completa entro i tre anni, con importanti variazioni individuali.

Devo dare il fluoro al mio bambino?

La fluoroprofilassi sistemica mediante compresse o gocce gioca un ruolo importante anche se non fondamentale nella prevenzione della carie. Il pedodontista saprà consigliare l’opportunità della fluoroprofilassi per Suo figlio dopo avene valutato la dieta, le abitudini alimentare e di igiene orale, più altri fattori anatomo-fisiologici individuali che possano renderlo cariorecettivo.

A che età devo portare mio figlio per la prima visita?

La prima visita, salvo indicazioni specifiche del pediatra, viene di norma eseguita intorno ai tre anni di età. È un momento importante, perché è il primo contatto del bambino con l’ambiente odontoiatrico. Nel corso della visita il piccolo paziente viene di solito tenuto in braccio da un genitore, che si siede sulla poltrona. Parlando con il bambino, rassicurandolo e spiegandogli in anticipo tutto quel che farà, il pedodontista esamina le varie componenti del cavo orale.

A che cosa serve il “questionario anamnestico” che mi si chiede di compilare prima della visita?

È importante che nel visitare il bambino il pedodontista abbia in suo possesso informazioni quali abitudini alimentari, di igiene orale ed eventali abitudini viziate (succhiamento del dito, uso del ciuccio). In base alla valutazione globale dei dati emersi dalla visita (esame obiettivo) e dalla raccolta anamnestica (questionario) il pedodontista potrà fornire ai genitori suggerimenti sui comportamenti da adottare ( es. “migliorare lo spazzolamento” o “aumentare la frequenza dello spazzolamento” o “concentrare ai pasti i cibi zuccherati”) e fissare il successivo appuntamento per eventuali cure o programmare in base alla necessità individuale la cadenza delle visite di controllo.

Posso intingere il ciuccio nel miele come faceva con me la mamma?

Assolutamente no: il succhiotto va usato con moderazione e non oltre il terzo anno di vita (per non alterare la postura della lingua inpedendo così il passaggio dalla deglutizione infantile a quella normale ed inibendo lo sviluppo del palato). Intingerlo nello zucchero o nel miele è nocivo e diseducativo per il bambino. Per evitare la “sindrome da biberon” (lesioni cariose multiple ad insorgenza precoce) bisogna evitare di somministrare frequentemente camomilla o altre bevande zuccherate. Il biberon deve contenere acqua o tutt’al più latte o camomilla NON zuccherata (quella solubile del commercio è da rifuggire).

Che cosa si intende per igiene alimentare?

I batteri della placca dentaria trasformano gli zuccheri contenuti nei cibi in acidi, e l’”attacco acido” è la premessa per la formazione della carie. Pertanto è opportuno limitare ragionevolmente l’apporto di zuccheri nella dieta, e soprattutto concentrare la loro assunzione nei pasti principali evitando assolutamente i “fuori pasto”. Dolciumi e caramelle zuccherate assunti frequentemente tra un pasto e l’altro sono deleteri, e su questo vanno informate tutte le persone alle quali il bambino viene affidato (es. i nonni, che talvolta in buona fede usano un alimento dannoso come gratificazione per un buon comportamento del bimbo, confondendolo).
Cure dentali

Qualunque dente può essere devitalizzato per conservarlo invece di fare l’estrazione?

È importante fare una valutazione dei costi e dei benefici, considerando i fattori pro e contro il trattamento. Tra i fattori a favore rientrano l'importanza che il dente ricopre per il paziente, per la masticazione e per l'effetuazione di una buona terapia.

Quando è sconsigliabile la terapia canalare?

È meglio procedere all'estrazione nei casi di : mancanza di spazio per effettuare le manovre, inutilità ai fini della masticazione (sui due ultimi molari), scarsa struttura dentale residua, gravi impedimenti all'effettuazione di una cura corretta, desiderio del paziente di avere una situazione molto prevedibile nel tempo. Un altro aspetto va citato: la possibilità di risolvere assai più semplicemente e rapidamente il problema grazie all'implantologia, con una prevedibilità di risultati massima e, a volte, con un costo minore.

Ho paura del trattamento al canale radicolare. Ci sono alternative?

Se un dente è cariato fino al nervo, l’unico modo per salvarlo è quello di intervenire nel canale radicolare. L’unica alternativa è estrarre il dente. Ma al giorno d’oggi gli interventi al canale possono essere facilmente eseguiti con il paziente sotto anestesia. Se deve ricevere un intervento al canale dovrebbe consultare il suo dentista perchè effetui un’anestesia durante l’operazione.

È indispensabile usare sempre il microscopio per fare una buona terapia canalare?

No, solo nei casi di denti difficili perché portatori di complicazioni quali perforazioni, apici beanti, strumenti fratturati nei canali, etc. Se avete uno di questi problemi dovreste valutare l'opportunità di farvi curare da chi sa usare il microscopio adeguatamente.

Ho un dente che dondola. Devo toglierlo o aspettare che succeda naturalmente?

Solo perché un dente si muove non vuol dire che debba essere tolto. Denti che dondolano sono sintomo di malattie gengivali. È necessario quindi vedere il dentista il prima possibile. Lui vi dirà se il dente può essere salvato e come. È sempre meglio che comunque sia un dentista a togliere un dente.
Come avere un bel sorriso

Quando sono consigliate le faccette in ceramica?

Quando esiste ancora una buona struttura dentale di supporto alle faccette ed i problemi sono sulla zona anteriore del dente. Le faccette rappresentano una opzione che può coinvolgere il dente più di quanto si pensi, comprendendo il margine incisivo. Ovviamente sono sconsigliabili se manca struttura di supporto valida o se il colore del dente è troppo alterato. Esistono oggi coroncine in ceramiche con diverse caratteristiche, prive di metallo, con grande valore estetico che risolvono molti problemi.

È necessario devitalizzare il dente per poterlo ricoprire?

No. Normalmente il dente può essere ricoperto senza bisogno di devitalizzarlo. In alcuni casi, per lo spessore del dente, è consigliata la rimozione del nervo, come nel caso degli incisivi inferiori.

Ma il dente ricoperto diventa più debole?

No, anche se il dente viene limato per consentire l'inserimento della corona o della capsula, il moncone viene ricoperto con materiale molto resistente che, se il dente aveva subito precedenti otturazioni, rafforza la tenuta complessiva.

Ho i denti scuri, è possibile cambiare il colore senza ricoprirli?

Sì, oggi è possibile utilizzando la metodica dello sbiancamento che può essere effettuato a casa, con una mascherina ed uno speciale gel sbiancante che vi vengono fornite dal dentista insieme alle istruzioni per l'uso. Questa tecnica, da usare per pochi giorni, mantiene l'integrità dei denti e ne migliora il colore.

Le faccette rovinano i denti?

No. Le faccette sostituiscono lo smalto. Per applicarle viene eliminato uno strato sottile di smalto e, dopo l'applicazione di lamine provvisorie in resina, viene cementatata, in via definitiva, la faccetta in ceramica.

Applicare le faccette è molto costoso?

No. È molto meno costoso di una capsula in ceramica ed è una terapia definitiva perché le faccette durano quanto una capsula in ceramica.

Tutti possono utilizzare le faccette per migliorare il colore dei denti?

Non tutti. Questa terapia non è applicabile su denti molto rovinati, ad esempio su denti che hanno subito ricostruzioni estese o vi sono state applicate capsule.

Ho un “dente da latte” antiestetico. Che soluzioni possono esserci per migliorare il mio sorriso?

Spesso si tratta di un dente deciduo rimasto al posto del canino (che a volte resta incluso in profondità) oppure al posto di un premolare (ma questo ha meno importanza estetica). Soluzioni: si può lasciare lì se funziona, oppure si può estrarre il deciduo e portare al suo posto il canino con un trattamento ortodontico, oppure si può estrarre il canino da latte, il canino incluso e mettere un impianto. Il canino da latte è certamente meno estetico del dente definitivo ma può essere lasciato al suo posto finchè permette di masticare senza problemi (ciò avviene anche oltre i 40 anni). Se il canino incluso va allineato ortodonticamente bisogna prevedere spesso 2 anni di trattamento (ma non sempre questa è un’opzione disponibile), se bisogna estrarre ed inserire un impianto i tempi sono di circa un anno).

Esistono trattamenti omeopatici sbiancanti?

No, salvo che si vogliano utilizzare dentifrici dai dubbi risultati. La maniera più naturale per avere dei denti bianchi è pulirli senza consumarli con sostanze abrasive presenti in tutti i dentifrici e fare delle sedute ravvicinate di pulizia dall'igienista dentale. Poi utilizzare sempre filo interdentale, perché la luminosità del sorriso è spesso determinata dalla perfetta pulizia degli spazi interdentali.

Cosa sono e quando si possono usare gli intarsi?

Gli intarsi sono dei “tasselli” in ceramica che sostituiscono la parte mancante del dente. In Adec utilizziamo un sistema computerizzato Cad-cam, il cerec, per costruire l'intarsio in modo perfetto. Vengono consigliati quando ci sono esigenze estetiche, cioè quando si vogliono sostituire le grosse otturazioni in metallo o quando il “buco” lasciato dalla carie è molto grosso. Questi ,infatti, vengono proposti al posto delle otturazioni in composito (bianche) quando la parte del dente da ricostruire è molto estesa.

Che differenza c’è tra lo sbiancamento dei denti fatto a casa e quello del dentista?

Va precisato che, sia a casa che dal dentista, si possono sbiancare solo i denti naturali. La prima differenza consiste nella concentrazione del prodotto usato. I prodotti da banco, venduti nelle farmacie, hanno concentrazioni molto minori di quelli utilizzati dal dentista ed il risultato sarà molto inferiore. Inoltre va tenuto presente che applicare da soli, correttamente, il prodotto e le striscioline sbiancanti è più difficoltoso e molto meno efficace della mascherina su cui versare il gel, da tenere di notte.

Come migliorare la salute della mia bocca?

La salute della propria bocca si migliora facendo un'igiene domiciliare perfetta con filo e spazzolino e facendosi curare periodicamente dal proprio igienista in primis e dall'odontoiatra se ve n'è bisogno.

Come faccio ad avere denti bianchi?

Pulire gli spazi interdentali dalla placca, avere gengive rosa prive di accumuli di sangue, crea una naturale visione degli spazi papillari dando un aspetto più gradevole al sorriso in generale. Utilizzare uno spazzolino elettrico aiuta ad avere uno smalto più pulito e quindi migliorare l'estetica. Fare uno sbiancamento bleaching riesce a cambiare, in denti privi di otturazioni e corone, il colore degli stessi.

Come funziona Oralift e per chi è adatto?

Oralift induce uno stretching ed una tonificazione sui tessuti muscolari masticatori e mimici della faccia e del collo a seguito di un’educazione progressiva che si ottiene mediante l’uso di un apparecchio rimovibile da inserire in bocca per pochi minuti al giorno. Dona compattezza al volto, contrasta la perdita di tono, rilassa i muscoli frontali e cranici, ridà sostegno e distensione all’epidermide e modifica gli effetti di quelle abitudini che, con il tempo, determinano il cambiamento della fisionomia. E’ adatto teoricamente a tutti, dopo i 30 anni, quando i tessuti cominciano un lento percorso di perdita di tono e di sostegno. Questo fenomeno legato all’invecchiamento si manifesterà per ciascuno con tempi e modalità diverse. Se si parla di prevenzione bisognerebbe adottarlo molto presto e per tutti. Se si parla di trattamento/terapia l’età più frequente di utilizzo è dopo i 50 anni.
Cure dentali

Quando una terapia canalare può essere definita di buona qualità?

Quando vengono seguite le procedure standardizzate messe a punto da innumerevoli studi: 1) pulire , sagomare e sterilizzare tutti i canali del dente; 2) riempire con un materiale compatto (guttaperca + cemento) tutti i canali fino ad arrivare in prossimità dell'apice; 3) sigillare adeguatamente, quindi, soprattutto le zone apicali di ciascun canale radicolare; 4) proteggere efficacemente questo sistema canalare dal reinquinamento batterico (saliva). Se qualcuno di questi requisiti non è soddisfatto va seriamente considerato il ritrattamento del dente già curato. Un mezzo considerato essenziale per raggiungere questi obiettivi è quello di isolare il dente con la diga di gomma, che in genere anche il paziente accetta volentieri perché rende più confortevole il trattamento.

Che differenza c’è tra otturazione in amalgama ed otturazione in composito?

La prima differenza tra le otturazioni in amalgama e quelle in composito è quella estetica: le prime sono grigie (di metallo) mentre le seconde sono bianche come il dente.
Le otturazioni grigie  (costituite di mercurio ed argento) sono state a lungo considerate più resistenti e più durature, ma la ricerca clinica negli ultimi 50 anni ha migliorato  le otturazioni bianche polimerizzabili con la luce, col risultato che possiamo considerare perfettamente sostituibili le vecchie otturazioni in amalgama con i moderni compositi.  Moltissimi professionisti hanno completamente abbandonato l'uso dell'amalgama, che non viene più insegnata nel corso di studi ai giovani.
Le otturazioni in composito hanno diverse proprietà e i materiali non sono tutti uguali: vanno scelti in funzione del tipo di ricostruzione necessaria.
Non espongono l'organismo ad inquinamenti metallici (mercurio) come succede per l'amalgama  che in qualche misura potrebbe creare problematiche a soggetti sensibili e non,  specie in caso di otturazioni numerose.
Hanno una estetica oggi indispensabile  ed una ottima resistenza meccanica. Richiedono un approccio più attento e curato nella loro esecuzione perchè la diga di gomma è quasi sempre indispensabile.
Per le grandi ricostruzioni si utilizzano anche procedure più complesse come gli intarsi ed overlay sempre in composito (oppure in  materiali ceramici) che possono proteggere ed irrobustire molto la struttura dentale indebolita dalla carie, sostituendo cuspidi ed effettuando un cerchiaggio del dente quasi come riesce a fare una coroncina artificiale.
Alcuni suggeriscono di sostituire tutte le otturazioni in amalgama con altre in composito anche se non vi sono problemi evidenti con le otturazioni.
E' argomento delicato che va valutato caso per caso e con procedure particolari e graduali  per evitare inquinamento ancora più massivo con mercurio.
Come avere un bel sorriso

È meglio lo sbiancamento con ultrasuoni/laser oppure con le paste sbiancanti?

Non esiste lo sbiancamento con ultrasuoni, a meno che si intenda la pulizia effettuata dall’Igienista dentale anche con gli ultrasuoni (ma non solo con gli ultrasuoni). Questo è il primo passo che va fatto comunque prima dello sbiancamento: prima si pulisce , poi si sbianca. Lo sbiancamento col laser non è fatto dal laser, ma dalle sostanze sbiancanti(ossidanti)applicate sui denti che il laser attiva. Questa attivazione non è necessaria perché si possono applicare le stesse sostanze già attive che svolgono esattamente lo stesso lavoro. L’unica differenza sta nel fatto che con il laser, trattandosi spesso di una singola applicazione si devono usare gel molto più concentrati. Questi gel concentrati, uniti all’impatto del laser (a volte sono semplicemente lampade potenti di una lunghezza d’onda precisa) possono creare più problemi di sensibilità o danno alla polpa dentale di quanto possano fare i trattamenti con i gel sbiancanti (non sono paste). Inoltre le mascherine domiciliari preparate per lo sbiancamento con i gel possono essere usate molte volte e svolgere una funzione di gestione del colore dei denti “custom made” cioè adattata alle necessità specifiche del paziente. ADEC offre gratuitamente, a coloro che fanno lo sbiancamento, un “lifting” del colore dei propri denti a tutti i pazienti che fanno l’igiene orale con regolarità. Lo sbiancamento con il laser è fatto troppo di marketing, anche perché aziende intere si sono lanciate a vendere apparecchiature ed impegnano il professionista. Queste osservazioni non sono opinioni personali ma quanto da anni viene affermato da gruppi di ricerca indipendenti.

Esiste un sistema per prevenire le macchie da fumo?

Sì, smettere di fumare! L’altro sistema, surrogato imperfetto del precedente, è sottoporsi a una seduta di igiene breve e frequente con l’obiettivo specifico di rimuovere le macchie. Gli strumenti che abbiamo a casa per andare a pulire le macchie negli spazi interdentali sono inadeguati. L’uso di spazzolini e dentifrici abrasivi consuma i denti in modo inaccettabile. O si smette di fumare o si fa pulire frequentemente con strumenti raffinati, usati con prudenza: come si vede fare spesso negli Stati Uniti dove le sedute sono a volte di soli 20 minuti perché devono solo rimuovere le macchie. Non è così, per lo più, in Italia.

Cosa sono le faccette?

Le faccette sono dei “gusci” di ceramica che vengono incollati ai denti per migliorare l’estetica quindi si usano per i denti anteriori quando questi denti presentano problemi di colore, di forma o di dimensione

Le domande più frequenti che ci ponete e le nostre risposte

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