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I disturbi del sonno sono patologie ancora troppo spesso considerate come idiopatiche e, per questo, non trattate. Eppure queste patologie possono compromettere la qualità della vita ed avere un notevole impatto sociale, oltre che essere causa di malattie cardiovascolari, di alcune forme di ipertensione arteriosa e di diabete.

Ci sono circa un centinaio di disturbi conosciuti della sfera del sonno ma quello che si presenta con maggiore frequenza è la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (osas) che interessa oltre 4 milioni di italiani tra i 30 ed i 60 anni. Oltre alle apnee anche l’insonnia che colpisce, in varie forme, almeno il 10% della popolazione. Anche l’insonnia è un vero e proprio disturbo del sonno anche se la maggior parte delle persone che ne soffre pensa sia dovuta allo stress quotidiano.

Le apnee ostruttive del sonno

Possono essere di due tipi: Apnee ostruttive e apnea centrale. L’apnea centrale è molto rara. Si verifica quando la zona del cervello che controlla la respirazione non invia i segnali corretti ai muscoli addetti alla respirazione, quindi, per brevissimi istanti, l’organismo “si dimentica” di respirare.

Le apnee notturne ostruttive sono le più frequenti. Si presentano durante la fase di sonno profondo e si verificano quando le vie respiratorie si restringono ed il flusso d’aria non è sufficiente per garantire l’ossigenazione. Questi momenti di scarsa o totale mancanza di respirazione si ripetono con ritmi anche elevati, fino a 30 in un’ora e limitano fortemente l’azione benefica del sonno perché lo interrompono e l’organismo passa dal sonno profondo a quello leggero. Questa interruzione è dovuta agli stimoli che il cervello manda alla muscolatura del collo per mantenerla in tensione e consentire così la riapertura delle vie respiratorie.

Di solito dopo un’apnea il respiro riprende con un improvviso e pesante russamentoLa minor ossigenazione del sangue dovuta all’apnea e la cattiva qualità del sonno possono provocare il rilascio degli ormoni dello stress che fanno aumentare la frequenza cardiaca e il rischio di ipertensione, infarto, ictus e aritmie cardiache. Questi ormoni, inoltre, fanno aumentare il rischio di insufficienza cardiaca, o aggravano un’insufficienza cardiaca preesistente.

Sintomi

Uno dei sintomi, appena descritto, è l’improvviso russamento ma il sintomo più comune ed evidente è dato dalla ripetuta presenza di sonnolenza diurnaLa sonnolenza diurna non deve mai essere sottovalutata perché causa di forti limitazioni alla vita sociale ed è motivo di allarme sociale. Si pensi, ad esempio, che oltre il 20% degli incidenti stradali gravi che accadono di giorno sono causati dalla sonnolenza.

Altri sintomi che possono essere ricondotti ai disturbi del sonno:

  • mal di testa, secchezza della bocca o mal di gola al risveglio,
  • problemi di memoria, mancanza di concentrazione,
  • irritabilità, depressione, sbalzi d’umore,
  • svegliarsi spesso per urinare,

Fattori di rischio e cause

La respirazione durante il sonno avviene grazie alla muscolatura del collo che, rimanendo in tensione, mantiene aperte le vie aeree.
Se la muscolatura tende a rilassarsi, ad esempio con l’età, le vie respiratorie non restano sufficientemente aperte ed il flusso d’aria si riduce.

Il fattore principale di rischio è dato dall’obesità, almeno il 50% delle persone sovrappeso ha anche il problema delle apnee notturne.
Il fumo, per la sua azione negativa sul sistema vasomotorio è un ulteriore fattore di rischio. Lo stile di vita è quindi fondamentale nella prevenzione delle apnee notturne.

I bambini piccoli possono avere le tonsille ingrossate e, quindi, correre il rischio di soffrire di apnea ostruttiva. I bambini in sovrappeso sono tra i più a rischio.

Se le vie aeree del naso, della gola o della bocca sono piccole, il rischio di soffrire di apnea nel sonno è più elevato. Le vie aeree possono essere piccole per motivi anatomici, per allergie o per altre patologie che ne provocano la congestione.

Come si cura

L’approccio migliore resta quello multidisciplinare basato sul lavoro di un team di pneumologi, neurologi, otorino, psicologi, cardiologi, odontostomatologi e dietologi, tutti chiamati in causa per identificare la soluzione più idonea per ogni singolo paziente. È stata riconosciuta la grande efficacia di un apposito apparecchio ortodontico che, costruito in maniera personalizzata, mantiene il cavo orale in posizione corretta e favorisce la respirazione notturna.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec

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