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La parodontite, che è una malattia delle gengive,  richiede un’analisi della bocca molto attenta per poter essere correttamente curata e guarita.

E’  un’infezione che colpisce tutti i tessuti di sostegno dei denti (infezione delle gengive) e gradualmente a causa dell’infiammazione che provoca, porta alla distruzione della struttura gengivale ed ossea.

Un primo segnale da non trascurare sono le gengive sanguinanti che sono un campanello d’allarme sullo stato di salute delle bocca.

In una prima fase  l’unica scelta terapeutica giusta è quella di risolvere il problema infettivo e infiammatorio, senza pensare di  rigenerare nessun tessuto, impossibile nella fase attiva della malattia.

Solo quando la sofferenza delle gengive sarà cessata, la placca ed il tartaro assenti e la mobilità dentale scomparsa, si potrà pensare di praticare la rigenerazione dei tessuti, tecnica che oggi ogni parodontologo predilige per l’opportunità di restituire ai propri pazienti parte dei tessuti persi per effetto della malattia parodontale.  

Ad oggi la rigenerazione guidata può essere effettuata con buona prevedibilità di risultati solo su denti monoradicolati, ma non sui molari con forcazioni già aperte dalla malattia parodontale.

La rigenerazione consiste nell’isolamento del coagulo che si viene a formare in seguito all’intervento chirurgico per mezzo di una cosiddetta membrana parodontale che va intesa come un materiale (di origine naturale o sintetica) in grado di tenere separati i diversi tessuti in guarigione. I tessuti parodontali più importanti, quelli di matrice connettivale, hanno una mitosi (velocità di replicazione cellulare) molto più lento di quello del tessuto epiteliale che occupa lo strato più superficiale e che se non viene separato dal coagulo  potrebbe occupare lo spazio destinato alle cellule del tessuto osseo e del tessuto connettivale vero e proprio.

La rigenerazione guidata, quindi, deve non solo ricreare osso quando si è colpiti dalla parodontite, ma deve essere anche la fase conclusiva  della  strategia che mira all’eliminazione dei fattori responsabili dell’infezione e dell’infiammazione dei tessuti. Solo in questo caso, infatti, le probabilità di successo raggiungono percentuali accettabili ed è possibile vedere tornare osso laddove pochi mesi prima c’erano tasche parodontali anche profonde

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec

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