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Sono oltre 3 milioni gli italiani che soffrono di apnee notturne, una sindrome che rende difficoltoso respirare ed è riconosciuta come fattore di rischio per molte gravi malattie.

Nei casi più gravi, quando respirare diventa pressoché impossibile, è necessaria la ventiloterapia cioè la respirazione meccanicamente aiutata da un apposito apparecchio che ventila l’aria fin dentro ai polmoni.

Nella maggior parte dei casi però non è necessario ricorrere a questa terapia, basta un piccolo apparecchio da mettere in bocca che il dentista realizza appositamente per ciascun paziente.

Questa sindrome, che è spesso associata all’obesità, deve essere diagnosticata da un medico specialista del sonno ma spesso è proprio il dentista ad avere i primi sospetti ed indirizzare il paziente verso la terapia corretta.

Lo afferma Antonella Polimeni, presidente del Collegio nazionale dei docenti di odontoiatria e ordinario di Odontoiatria all’università Sapienza di Roma che, durante il congresso annuale del Collegio ha dichiarato: “Le apnee notturne sono un problema tutt’altro che irrilevante, non solo per il numero consistente di pazienti coinvolti – spiega – L’80% di chi soffre di apnee gravi è sovrappeso od obeso: proprio i chili di troppo ‘premono’ sulle vie aeree, durante la notte, portando alla loro occlusione parziale o totale per alcuni secondi. Il risultato è il russamento, ma purtroppo non solo quello: le apnee ostruttive raddoppiano il rischio di ammalarsi di diabete, aumentano di due volte e mezzo la probabilità di pressione alta, quadruplicano quella di avere un ictus e aumentano di sette volte il rischio di avere incidenti automobilistici”.

Il dentista nei casi lievi e moderati “può effettuare la terapia delle apnee ostruttive, realizzando dispositivi orali su misura per il proprio paziente in grado di mantenere la mandibola e la lingua spostate in avanti durante la notte, così da creare più spazio nella parte posteriore della bocca ed evitare l’ostruzione delle vie aeree”. Si tratta di dispositivi comodi e facili da indossare – precisa – che possono essere facilmente portati con sé in viaggio; inoltre, il trattamento è poco invasivo e reversibile, perché può essere sospeso in qualsiasi momento. Utile anche per eliminare il semplice russamento, la terapia odontoiatrica per le apnee è in grado di diminuire i sintomi nei casi meno gravi e nel russamento semplice, scongiurando il ricorso a forme più complesse di cura come la ventiloterapia, nella quale si applica una pressione positiva continua alle vie aeree del paziente facendolo respirare da una mascherina quando dorme. La ventiloterapia – aggiunge la specialista – è una terapia efficace ma molto fastidiosa, che infatti comporta una scarsa adesione alla cura visto che la percentuale di chi indossa la mascherina per meno di 4 ore a notte oscilla fra il 46% e l’83%. I dispositivi orali, molto più ‘discreti’ e poco o per nulla fastidiosi – conclude – vengono invece portati tutta la notte da più dell’80% dei pazienti”.

Come si vede una terapia comoda, non invasiva, risolutiva ed economica che evita problemi e rischi legati ad una patologia troppo spesso sottovalutata per sua gravità.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec

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