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Il cosidetto turismo dentale sembra attrarre sempre più italiani. 

La perdurante crisi economica ed un marketing aggressivo ed accattivante convincono nonostante le perplessità aumentino di pari passo.

E’ chiaro che prezzi ridotti del 50% rispetto alla media dei dentisti italiani con punte che toccano anche l’80% costituiscono un’attrattiva a cui è difficile sottrarsi sopratutto oggi.

Studio a Milano ma cure in Croazia o Bulgaria?

L’ultima frontiera di alcuni studi dentistici dell’Est Europa, molto pubblicizzata, è quella di aprire studi dentistici – o presunti tali – ed offrire cure “italiane” a prezzi stracciati.

In realtà il presunto studio è poco più di un ufficio dove vengono fissati gli appuntamenti. Un paio di volte la settimana il dentista che può venire da un paese dell’Est o essere un prestanome del posto, dopo una visita di solito molto generica propone di effettuare le cure nel paese di provenienza offrendo pacchetti tutto compreso a costi decisamente imbattibili. 

E’ bene sottolineare che, qualunque sia l’offerta proposta, le cure non vengono mai erogate in Italia ma sempre e solo in uno dei paesi dell’Est più attivi in questo settore come Croazia, Bulgaria o Romania.

Quali rischi si corrono

Sia l’ordine dei medici e degli odontoiatri che l’Andi, l’associazione dei dentisti italiani, si sono attivate per mettere in guardia i possibili pazienti dai troppi rischi che si corrono facendo questa scelta. Vediamo i principali:

Assistenza post cure e rischi legali: la tecnica del “mordi e fuggi”

E’ bene sapere che non vengono mai offerte assicurazioni e forme di garanzia reali da questi studi. E non è prevista alcuna possibilità di controlli post cure, assistenza etc. 

Nonostante le normative europee lo prevedano, riuscire ad ottenere assistenza per riparazioni di eventuali danni o risarcimenti è pressoché impossibile e qualunque avvocato vi sconsiglierebbe di intraprendere azioni legali.

Qualificazione del personale 

La provenienza da un’Università italiana prevede un percorso di studi e tirocini obbligatori che sono garanzia di competenza, professionalità ed attenzione al paziente che le università di questi paesi non sono in grado di garantire. 

Basta solo pensare che, mentre in Italia l’accesso a numero chiuso e frequenza obbligatoria ai corsi universitari costituisce una barriera che permette solo a pochi selezionati studenti di avere accesso alla professione, in quei paesi al contrario, l’accesso alla facoltà di odontoiatria è libero ed indipendente dal curriculum scolastico preuniversitario.

Spesso è addirittura consentito lo studio senza frequenza obbligatoria.

Lasciamo alla valutazione dei lettori il giudizio sulla qualità di laureati da queste università alcune delle quali conosciute anche in Italia per la facilità con la quale rilasciano diplomi di laurea – anche a persone piuttosto in vista – senza frequenza e senza sostenere esami ma in cambio di un congruo pagamento.

Attrezzature e materiali

Tutti gli studi odontoiatrici italiani sono, giustamente, obbligati a seguire rigide norme di sicurezza per quanto riguarda la qualità e l’utilizzo di attrezzature mediche, farmaci e materiali che debbono avere tutte le certificazioni internazionali previste, rispettare date di scadenza, essere preparate ed utilizzate in ambienti idonei e da personale qualificato ed esperto.

L’osservanza di queste norme è fondamentale per garantire il miglior risultato finale ed il più alto grado di sicurezza per il paziente.

Ogni dentista sa che deve rispondere dell’osservanza di queste norme ed i controlli sono frequenti .

Nei paesi dell’est queste norme sono ancora molto permissive ed i controlli pressoché inesistenti. La qualità e la sicurezza dei materiali utilizzati sono tutt’altro che garantite

I tempi e la conoscenza

Chissà quanti potenziali pazienti dei centri low-cost hanno riflettuto sulle tempistiche. 

Gli studi low-cost promettono interventi complessi come gli impianti o di incapsulare anche l’intera bocca in pochi giorni.

Il tutto senza aver mai visto prima il paziente, senza conoscerlo, senza tener conto dell’anamnesi, delle eventuali cure precedenti dei possibili problemi…

In Adec crediamo che questo sia l’aspetto più preoccupante e pericoloso. La conoscenza del paziente è importantissima e la prima attenzione del medico è di conquistare la fiducia del paziente. 

Incapsulare un dente o fare un impianto sono operazioni chirurgiche che devono seguire tempistiche e protocolli indispensabili per garantire la sicurezza del paziente ed il migliore risultato.

Tutti abbiamo 32 denti ma ognuno di noi ha dei tratti diversi. Ciascuno di noi è  “unico” e per questo serve la massima attenzione ed approccio olistico, conoscendo e tenendo in considerazione non solo gli aspetti anatomici ma ogni possibile particolare che aiuti ad identificare ciascuno di noi come un individuo completo.

Solo in questo modo è possibile ottenere i migliori risultati nelle cure, nel mantenimento successivo e nella prevenzione di nuove patologie, che è il nostro principale interesse.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec

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