ALITOSI
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Combattere e prevenire l’alitosi: igiene orale al primo posto

Siete ancora convinti che l’alito cattivo dipenda da problemi di stomaco o da quello che mangiate ? E’ giunto il momento di sapere che nel 90 % dei casi non è così.

Naturalmente stiamo parlando dell’alitosi patologica, diversa dal senso di bocca secca o amara che coglie più o meno a tutti al mattino.
Se spazzolino e dentifricio non sono sufficienti ad eliminare il cattivo odore allora sicuramente avete un problema alla bocca, problema che, attenzione, potrebbe a sua volta essere  un sintomo di patologie più gravi e pericolose.

L’alitosi, problema sopratutto a livello sociale, colpisce circa il 50% degli italiani e pochi sono davvero consapevoli della pericolosità di questo fastidio.
La colpa è dei batteri nocivi che, ospiti indesiderati ma onnipresenti nella bocca, liberano particelle di zolfo volatile, vero responsbile dell’alito pesante.
Questo accade nel 90% dei casi e soltanto nel 10% dei pazienti l’alitosi è originata da ciò che mangiamo o da problemi digestivi, renali o a patologie del fegato.

I batteri presenti nel cavo orale, annidati sopratutto nei tessuti molli intorno ai denti e sulla lingua, scindono le proteine che ingeriamo attraverso il cibo,  fino a decomporre gli aminoacidi che le costituiscono.
E’ sopratutto uno di questi, la cisteina, che rende l’alito inaccettabile essendo molto ricca di zolfo.

E’ importante ricordarsi che l’igiene orale quotidiana deve interessare anche la lingua, che va accuratamente pulita spazzolandola con appositi raschietti o anche con lo spazzolino, questo perché la lingua è il luogo ideale per l’annidamento di moltissimi batteri nocivi.

In quali casi l’alitosi è un sintomo di altre patologie?
Sono stati effettuati alcuni studi, molti ancora in corso, per capire quale sia l’origine dei gas che vengono emessi dalla bocca, scoprendo che, a volte, l’emissione dei gas origina in parti del corpo molto lontane dalla bocca.
Per quanto riguarda le patologie responsabili, un caso ormai accertato riguarda una patologia importante dei reni: la trimethylaminuria, conosciuta come sindrome della “puzza di pesce” perché riconoscibile proprio dall’odore che fuoriesce dalla bocca molto simile all’ odore emanato dal pesce quando non più fresco.

Prevenire e curare la patologia,  in che modo? 
Se siete tra i milioni di italiani affetti dall’alitosi di origine orale, sappiate che non ci sono rimedi farmacologici ed è illusorio pensare di risolvere il problema succhiando mentine o strofinandosi erbe più o meno miracolose. Questi rimedi potranno “coprire” il cattivo odore ma non risolvere il problema alla radice.

L’unico modo per curare l’alitosi è recarsi dal dentista, che verificherà lo stato della bocca e, per prima cosa, vi prescriverà un ciclo di igiene orale professionale.
L’igiene orale è il miglior modo per prevenire la patologia.
Effettuare scrupolosamente le operazioni di igiene orale quotidiane, non solo manterrà i denti sani ma eviterà anche l’insorgere dell’alitosi.

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Questo articolo è stato scritto da Lo Staff di Adec

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